Io e il minimalismo, il mio percorso finora

Io e il minimalismo

Come molti altri, prima ancora di sentir parlare di Minimalismo e conoscere questo movimento, ho iniziato spontaneamente un percorso di semplificazione.

Non ho letto una definizione o una lista di regole prima di iniziare. Ho sentito il senso di soffocamento che vivere circondati da molti oggetti può dare, e ho cercato sollievo riducendo questi oggetti. Solo dopo ho scoperto che c’erano altri che, come me, erano giusti alla stessa esigenza, e avevano trovato la stessa soluzione.

Un percorso a spirale

Non sono diventata minimalista improvvisamente. Anzi, ancora non mi sento tale, né considero il mio percorso concluso.
Durante questo processo ci sono stati periodi dove i cambiamenti sono stati lenti e quasi impercettibili, e poi improvvise svolte con cambiamenti rapidi e rivoluzionari.

Puoi continuare a leggere per avere un breve excursus del mio percorso, oppure seguire i dettagli di ogni fase mano a mano che pubblico gli articoli corrispondenti.

Le fasi del mio percorso

Le fasi che ho attraversato finora sono state:

  1. Inizio, ovvero il caos
  2. Primi repulisti
  3. Fase di stallo, protratta per anni
  4. Minimalismo assoluto (ma temporaneo)
  5. La decisione definitiva
  6. Repulisti intensivo
  7. Perfezionamento

1) Caos totale

La mia situazione di partenza era abbastanza catastrofica. Gli oggetti avevano invaso tutto lo spazio. Benché avessi a disposizione solo una camera, era piena fino all’orlo. Ero convinta di essere un’inguaribile disordinata, e mi ci trovavo benissimo. Avevo anche la tendenza ad accumulare oggetti, spesso di scarsissimo valore.

2) Primi repulisti

Ad un certo punto, il disordine ha iniziato ad essere un problema. Gli oggetti erano sparsi ovunque. Benché riuscissi sempre a trovare quello che mi servisse, era troppo. Ho iniziato ad effettuare dei repulisti periodici. Non andavano però mai molto in profondità.

3) Fase di mantenimento

Il grosso della roba restava intoccato. Al massimo lo organizzavo e riorganizzavo in scatole e cassetti. Anche se le mie abitudini di accumulo restavano invariate, grazie ai repulisti periodici qualche superficie piano piano iniziava a restare libera nel tempo.

4) La svolta e il periodo di prova

Dopo moltissimi anni così, improvvisamente qualcosa ha fatto clic, e il mio percorso minimalista è realmente iniziato. Ho iniziato a chiamarlo col suo nome, e dentro di me mi chiedevo: “ma io ce la farò a diventare minimalista?”.

Tutti i cambiamenti maggiori sono accaduti nel giro di un anno. In quel periodo mi sono dovuta trasferire temporaneamente, e ho portato con me pochissima roba. Ho potuto vivere l’esperienza minimalista per quasi un anno, ed è stato bellissimo. Ho capito che era lì che volevo arrivare. E ho sperimentato qualche tecnica per aiutarmi a ridurre gli oggetti.

Contemporaneamente, il minimalismo lentamente ha iniziato a interessare tutti gli aspetti della mia vita, non solo gli oggetti. Era iniziata una lenta ma totale ricerca dell’essenziale.

5) La scelta definitiva: riduzione veloce

Dopo quell’esperienza, sono tornata in possesso di tutta la mia roba. Ma era in programma un altro cambiamento: dovevo traslocare, e stavolta in via definitiva. Grazie all’esperienza fatta, sapevo che potevo (e volevo!) vivere con pochissimi oggetti.
Mi restava solo da eliminare dalla mia vita tutte le altre cose, quelle di cui potevo fare a meno. Ho iniziato così a regalare e dare in beneficenza tutto quello che potevo, ed eliminare quello che era proprio spazzatura.
Al termine il mio armadio era ridotto dell’80%. Ho tenuto solo la metà dei libri, e circa un terzo dei materiali creativi.

6) Repulisti intensivo

Nonostante queste cifre possano sembrare notevoli, alla fine del trasloco mi sono ritrovata con ancora tantissima roba. Non erano oggetti superflui, ma di sicuro non erano nemmeno essenziali.
Mentre trasportavo e sistemavo un numero di scatoloni ancora troppo elevato, mi è venuto il panico.

Come ho potuto accumulare così tanto?
Non avevo nemmeno la metà della roba di prima, ma era comunque troppo.

7) Perfezionamento

Così ho continuato, e con gli oggetti ho iniziato a rivalutare tantissime altre cose nella mia vita.
E quest’ultima è la fase attuale. Continuo a ridurre, giorno dopo giorno il mio attaccamento agli oggetti diminuisce, ed è più facile notare quelli che “stonano”. Quelli che non fanno più parte della mia vita. E che quindi se ne vanno. E non solo gli oggetti,  il minimalismo ha iniziato a riguardare tante altre parti della mia vita (ma questo è un altro discorso).
Contemporaneamente, ho anche prestato attenzione a ciò che entra nella mia casa e nella mia vita, ma il viaggio è ancora lungo!

Questo è il riassunto di come è stato il mio percorso finora.
Non mi dispiace ricordare da dove ero partita, per spronarmi a fare ancora meglio!

Buona avventura,
Dee

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